Roberto Fabris è nato a Trieste il 10 maggio 1939. La primissima infanzia è segnata dall’esperienza della guerra, la famiglia abita nelle immediate vicinanze del Cantiere San Marco, bersaglio di frequenti bombardamenti, il fratello Bruno è chiamato alle armi in marina e dopo l’8 settembre combatte da partigiano sull’Appennino tosco-emiliano, il padre Giorgio, partigiano a Trieste, rimane ferito nell’insurrezione contro i tedeschi il 30 aprile 1945. La guerra si conclude con i tragici "quaranta giorni" di occupazione della città da parte delle truppe di Tito.
A sei anni riceve le prime lezioni di pianoforte, al quale resterà sempre affezionato, la casa è frequentata da artisti e musicisti, tra i quali lo scultore Nino Spagnoli e il compositore Publio Carniel. All’età di nove anni rimane orfano del padre, la mamma, Nives Filbier, deve andare a lavorare e lascia presto molta indipendenza al figlio. Nel novembre 1953 prende parte, con migliaia di altri studenti e cittadini, sei dei quali rimarranno uccisi, alle manifestazioni per il ricongiungimento di Trieste all’Italia. A quindici anni il primo imbarco, come mozzo su una nave diretta in Sudafrica, lo persuade della realtà del lavoro e del mondo. A sedici anni, dopo aver già scritto alcuni brani musicali, inizia lo studio della composizione che, interrotto in vista dell’attività marinara, riprenderà in anni successivi.
Nel 1957 si diploma all’Istituto Nautico e naviga, come marinaio, allievo ufficiale, ufficiale di coperta, con il Lloyd Triestino, su rotte prevalentemente per l’India e per l’Estremo Oriente. Nel 1960 sposa Jolanda Pierazzo, incontrata a quindici anni. Nel 1962 viene assunto dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico. Nel 1965 nasce il figlio Andrea. Nel 1966 muore la madre. Nel 1972 viene eletto nel consiglio di fabbrica ed è per alcuni anni un quadro della FIOM-CGIL. Aderisce al Partito Socialista Italiano, al quale rimane iscritto per vent’anni. Compie missioni commerciali in Asia, Stati Uniti, Australia ed Europa, nel 1983 si laurea a pieni voti e lode in Scienze Politiche con una tesi sul movimento politico locale "Lista per Trieste", relatore Darko Bratina, nel 1985 passa al settore del personale quale addetto alle relazioni sindacali e poi capo del personale di uno stabilimento industriale. Vive a Trieste.
Le sue prime poesie sono del 1962, quando ancora l’attenzione era rivolta quasi esclusivamente a scritture in prosa, con i maggiori punti di riferimento in Papini, Kafka, D’Annunzio, Malaparte, Sartre. A volgere l’impegno sulle composizioni in versi è determinante l’incontro con Claudio Magris e Biagio Marin.
Nel 1965 alcune sue poesie vengono pubblicate su Umana, la più importante rivista letteraria triestina dell'epoca. Sono anni di intensa produzione poetica, cui fa seguito però un trentennio di quasi totale silenzio, alla fine del quale riprende a scrivere, con orizzonti diversi, ma con continuità di pensiero ed emozioni.
Partecipa a concorsi letterari ottenendo, tra altri importanti riconoscimenti, il primo premio al Maestrale - San Marco 2003 e al Casentino 2004, e il primo premio ex aequo Il Grillo 2006. Pubblica le sillogi Grigio dell'aria (Ibiskos Editrice, Empoli 2003), che riceve nel 2005 il primo premio Belmoro, e Animate e inanimate cose (Edizioni Helicon, Arezzo 2005), che ottiene il primo premio Golfo di Trieste 2006. Sue poesie sono presenti in varie riviste e antologie tra le quali, con traduzione in inglese, Trieste European Poetry (Hammerle, Trieste 2004), promossa dall'Associazione Iniziativa Europea e presentata a Trieste, Lubiana, Praga, Budapest e Monaco di Baviera, Poeti e scrittori contemporanei allo specchio (Antologia del Premio Casentino, Edizioni Helicon, Arezzo 2004), Biennale di Poesia (Premio Lorenzo Montano, Anterem - Biblioteca Civica di Verona, edizioni 2004-2005 e 2006-2007), Orme (Belmoro, Reggio Calabria 2005), Il segreto delle fragole (LietoColle, Faloppio, Como 2008), Poesia (Crocetti Editore, Milano, gennaio 2003 e settembre 2006), Omaggio a Vasko Popa (Hammerle, Trieste 2008). Alcuni suoi aforismi sono inclusi ne L’albero degli aforismi, edito da LietoColle, Faloppio (Como) nel 2004. Collabora alla rivista Trieste Artecultura (Hammerle Editori). E' socio del P.E.N. Club Trieste. Nel marzo 2010 ha pubblicato la terza silloge di poesie Questi rami questi silenzi (Hammerle Editori, Trieste).
Nell'inevitabile consapevolezza del mistero, il suo operare poetico muove dalla convinzione dell'estrema serietà del mondo e della vita, in ogni loro istante e aspetto.
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